ABC fotografia: apertura del diaframma

Questa volta ci accingiamo a comprendere l’importanza dell’apertura del diaframma. L’apertura è probabilmente l’impostazione meno compresa nella macchina fotografica. Mentre le impostazioni di scatto sono molto facili da capire, imparare a utilizzare correttamente l’ apertura può esser un po più complesso.

All’interno di ogni obiettivo c’è un diaframma che può aprirsi e chiudersi di più o di meno al momento dello scatto a seconda del volore del fotografo. Sul nostro display della fotocamera vedremo indicati i valori come f-stop, come f / 2,8, f / 5,6, f / 11, ecc L’impostazione di uno di questi valori in uno scatto regola l’apertura e quindi la quantità di luce che entra nella fotocamera al momento dello scatto.

Per una determinata impostazione ISO e la velocità si può regolare la quantità di luce che penetra nella fotocamera regolando l’apertura, un diametro più piccolo (valore maggiore “f-stop”) permetterà il passaggio di meno luce, mentre una più ampia apertura (valore più piccolo “f-stop”) consentirà il passaggio di più luce. Esiste una regola detta “Sunny 16″ secondo la quale sappiamo che in una giornata di sole brillante, se si sta utilizzando ISO 200 e una velocità dell’otturatore di 1/200 di secondo si può ottenere una buona esposizione al f / 16. Quando il sole scende e c’è meno luce, abbiamo bisogno di più luce per avere una corretta esposizione e possiamo farlo aprendo il diaframma al valore inferiore. Fin qui è semplice…

L’apertura del diaframma regola anche l’angolo del cono di luce che entra nella fotocamera ed è per questo motivo che variando l’apertura si può influenzare la profondità di campo. Per capire il principio provate  a fare così: utilizzate il pollice e il dito indice per fare un grande cerchio; con un occhio chiuso e l’altro che guarda attraverso il cerchio osservare un dito dell’altra mano posta a circa 12″ di distanza. Si tratta di andare a simulare una grande apertura: si sarà in grado di concentrarsi sul dito, ma si avrà molta difficoltà a mettere a fuoco qualcosa in tutta la stanza. Adesso fare il cerchio molto piccolo e guardare attraverso di esso di nuovo (ora a simulare una piccola apertura): l’utente sarà in grado di concentrarsi su entrambi, il dito e qualche cosa in tutta la camera ugualmente bene. La ragione di questo ha a che fare con l’angolo di luce in entrata nel tuo occhio: con il grande cerchio la luce è in grado di giungere creando un breve piano focale; con una piccola apertura la luce entra in un cono come restituendo più piani focali.

Fattori che determinano la profondità di campo

Ci sono tre fattori che determinano il valore della profondità di campo nella vostra immagine:

  • Distanza dal soggetto (Vicino = poco profondo, Lontano = pronfondità)
  • Lunghezza focale (Corta = pronfondità, Lunga = poco profonda)
  • Apertura (Piccola = pronfondità, Grande = poco profonda)

Impostazione di Apertura
E’ bene ribadire il concetto: più grande è l’apertura (cioè più basso è il valore f-stop), più breve sarà la profondità di campo.

Lunghezza focale
Quanto più lunga è la lunghezza focale più breve sarà la profondità di campo. Questo è il motivo per cui si avrà più effetto sfocatura su di teleobiettivi rispetto alle lenti grandangolari. La lente da ritratto più popolare è l’obiettivo 70-200 f / 2,8, perché utilizzando la lunghezza focale con una grande apertura si otterrà uno sfondo offuscato che stacca il soggetto e gli dona risalto.

Distanza dal soggetto
Più siete lontani dal soggetto, più aumenterà la profondità di campo che si potrà ottenere nell’immagine. Questo è molto più facile da constatare con un teleobiettivo lungo; se si focalizza su qualcosa di molto vicino a voi, gran parte dello sfondo sarà sfocato.

Riepilogo

Questi concetti vi aiuteranno a comprendere le basi di ciò che l’impostazione di apertura del diaframma può fare per voi; finalmente sarete in grado di aggiungere un po ‘di fascino alle vostre immagini utilizzando la profondità di campo.

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