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'Disc rot', il cancro dei CD

Ho sempre saputo che i supporti come cd e dvd masterizzati non erano da considerarsi eterni anche se apparentemente, se ben conservati, sembrano inattaccabili. Il cd/dvd stampato però mi dava una certa sicurezza! Il fatto è che ora spunta fuori una vera e propria malattia o degenerazione del materiale a cui hanno dato il nome di 'disc rot', che dopo circa 10 anni può renderlo inutilizzabile.

Sembra che alcuni collezionisti abbiano scoperto su alcuni cd accuratamente conservati, la comparsa di piccole macchie che rendono la superficie illegibile. Anche la levigatura con tecniche specifiche non ha risolto il problema.

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Tornano così in mente casi come quello della PDO (Philips and Dupont Optical), il può grande stampatore in Europa dal 1988 al 1993 che incredibilmente utilizzo una lacca di bassa qualità per ricoprire la superficie dei cd: a distanza di poco tempo su alcuni supporti si verificarono dei fenomeni di corrosione dell'alluminio, tecnicamente denominati "bronzing", e dal colore silver originale i cd iniziarono a virare verso il bronzato diventando di fatto illeggibili. La PDO su richiesta degli utenti sostituì i supporti difettosi ma solo fino al 2006, ma le richieste furono poche perchè il problema non si era ancora manifestato nella maggior parte dei casi: ad oggi molti di quei supporti sono inutilizzabili.

Quindi non necessariamente bisogna allarmarsi perchè sembra che dipenda essenzialmente dai materiali utilizzati e dalle stamperie, ma una verifica dei supporti certo non guasterebbe.

Il settaggio del giradischi

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LA POSIZIONE

A voler essere pignoli si parte dalla posizione dell'apparecchio rispetto ai diffusori: è preferibile che sia il più lontano possibile per evitare o ridurre al minimo un possibile rientro acustico. Si raccomanda anche di controllare se la base d'appoggio e il piatto del giradischi sono a bolla utilizzando una normale livella. Ah... e mi raccomando togliere assolutamente il coperchio, di qualsiasi materiale sia!!!

REGOLAZIONE DEL BRACCIO

Primo passo della messa a punto è la regolazione dell'altezza del braccio, ove sia previsto a seconda dei modelli. Per farlo è necessario poggiare un disco sul piatto e senza avviarlo adagiare la testina su di esso; a questo punto verificare l'altezza che tendenzialmente e preferibilmente, almeno che non ci siano particolari istruzioni per il modello di giradischi/testina, deve vedere il fulcro un po' più alto rispetto alla baionetta di aggancio della testina, e non il contrario: nel dubbio se il braccio è parallelo al disco non sbaglierete.

LA FORZA D'APPOGGIO DELLA TESTINA

Per impostare la forza di appoggio della puntina sul vinile (che varia sensibilmente a seconda del modello di puntina) bisogna resettare la posizione del peso posto dalla parte opposta del braccio rispetto alla puntina: per far questo liberate il braccio dal blocco e abbassate l'alzabraccio, quindi tenendo la puntina per evitare che si danneggi, girate il contrappeso fino a quando il braccio risulti in posizione di equilibrio perfetto e orizzontale rispetto al piatto. A questo punto azzerate il valore sul peso girando la ghiera numerata indipendente e sarete pronti a impostare la forza di appoggio avvitando il contrappeso fino al valore previsto dalla casa costruttrice della testina.
A tal proposito è bene precisare che le forze di appoggio indicate dai costruttori sono indicative e sensibili di variazioni di 0,5 grammi o poco più a seconda dell'usura, dell'ambiente di ascolto, del gusto timbrico. Per questo ci si può sicuramente divertire tenendo presente le seguenti informazioni:

  • se la testina è nuova sarà tendenzialmente necessario più peso;
  • forze d'appoggio troppo leggere mettono a richio i solchi del vinile perchè la puntina può scivolare e fare danni;
  • un peso maggiore esalta i bassi e addolcisce il suono, mentre un peso più leggero sposta la timbrica verso l'alto.

L'ANTISKATING

L'antiskating si regola solitamente girando la manopolina posta vicino al fulcro del braccio: variando questo valore si compensa la forza centripeta che, con il vinile in movimento, attira la testina verso il centro del disco. Normalmente potrebbe essere giusto un valore uguale alla forza d'appoggio ma per un settaggio preciso basta osservare la testina durante il funzionamento e regolare l'antiskating fino a che la puntina rimane in asse con il corpo della testina.

E' fantastico riscoprire il giradischi e la magia del vinile ma non bisogna accontentarsi del primo ascolto perchè è un apparecchio suscettibile di molti miglioramenti con i settaggi giusti e prove pazienti di ascolto. Provate, e buon divertimento.

Random Access Memory

undefinedRecensire un album di musica elettronica in un blog che vorrebbe trattare di audiofilia può lasciare interdetti ma se volete apprezzare la dinamica del vostro impianto vi consiglio di provare ad ascoltare questo album. Oltre ad offrire tracce dalle sonorità piacevoli ed a volte sorprendenti, è stato registrato in modo sublime.

I Daft Punk sono un gruppo musicale francese di musica elettronica fondato dai parigini Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter. Non sono un grande appassionato di questo genere musicale ma questo album è atipico perché ha spunti rock e funky con utilizzo anche di fiati. Sono state utilizzate infatti molte ottime registrazioni con sessioni ad hoc di strumenti acustici.

Il duo è ritenuto una delle collaborazioni più significative di ogni tempo nell'ambito della musica elettronica. Random Access Memories fu inciso in gran parte presso i Gang Recording Studio di Parigi, mentre le ultime sezioni ritmiche ebbero luogo in diversi studi di Hollywood, tra cui gli Henson Recording Studios e i Capitol Studios.

Il brano che preferisco è quello di apertura Give Life Back to Music: "segna l'inizio della collaborazione fra il gruppo e Nile Rodgers all'interno del progetto, e include anche la partecipazione di Paul Jackson Jr. e il batterista John Robinson. Nel testo, i Daft Punk si sono serviti del vocoder ... l'album inizia con «una stupenda intro rock che cancella ogni traccia dei fragili tocchi techno di Human After All.»" (fonte Wikipedia)

Lo streaming

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Dal punto di vista sia pratico che economico non riesco a trovare soluzione migliore dello streaming per godersi tutta la musica che si vuole in qualsiasi momento. Sembra uno slogan di uno spot pubblicitario per uno qualsiasi dei migliori servizi di questa tipologia come Deezer, Qobuz o Tidal e che fino a qualche mese fa aveva solo il limite di non offrire qualità audio superiore a quella CD, ma poi dal CES di Las Vegas giunge notizia che Tidal mette a disposizione lo streaming in alta definizione, con l'algoritmo di elaborazione master quality authenticated (MQA) di Meridian: e allora non ci sono davvero più scuse!
Si comincia davvero a capire che qualcosa sta cambiando e che in un futuro non molto lontano si potrà decidere di mandare al diavolo qualsiasi preoccupazione o spesa che riguarda il NAS per l'hardware e il backup dei dati e risparmiare sull'energia elettrica perchè se un NAS ce l'hai non ha senso tenerlo spento; l'abbonamento di Tidal Master non ha sovrapprezzo rispetto alla versione Premium che costa 19,90 euro al mese e che permette di accedere secondo quanto annunciato, a circa 30.000 brani codificati in MQA senza precisazioni di generi musicali.

Ma allora perchè non mi attira l'idea di abbonarmi ad uno di questi servizi?

Tralasciando il lato economico che è assolutamente soggettivo e rispettabile, per quanto mi riguarda al momento sono disorientato dal concetto di avere accesso a tutto: mi mancherebbe tutto quello che gira intorno alla gestione della libreria musicale e il piacere, di tanto in tanto, di andare a pescare nella fila di cd allineati sulla mensola! Unica riflessione che mi viene da fare, prospettando un futuro in cui molti di più saranno gli utenti ad abbonarsi a questa tipologia di servizi, è che il fascino dell' "oggetto", cd o vinile che sia, a mio parere non tramonterà mai. L'audiofilo, nella concezione allargata del termine, è anche un po' collezionista e se il mercato dimentica questo aspetto commette un grosso sbaglio.

Hi-fi oggigiorno

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La moderna tecnologia non sembra avere limiti nell'offrire all'utente finale esperienze audio-video di alto livello anche con strumenti dal costo non spropositato. In realtà però, mentre nel video la qualità superiore è più facile da vendere anche al consumatore che guarda solo la partita in 4k, per l'audio il discorso è più complicato.

La differenza tra un monitor HD Ready ed uno 4k la notano quasi tutti, ma se fai ascoltare dallo stesso impianto un file mp3 a 192 kbps e un FLAC a 24bit/ 192Khz all'utente medio sembra che sia stato abilitato il repeat.

Ma perché dico questo? Voglio semplicemente dire che quello dell'audiofilo (termine che secondo me dovrebbe semplicemente identificare l'amante dell'ascolto di qualità ma che spesso viene inteso come il possessore di impianti da decine di migliaia di euro!) non è un vezzo ma una necessità, la necessità di un amante della musica (qualsiasi essa sia) che non riesce ad apprezzarla al 100% se riprodotta da impianti che non soddisfino dei requisiti minimi.

Questo blog vuole essere un pretesto per scrivere (una novità per me!), e uno stimolo per ampliare vedute e conoscenze. Vorrei scrivere di ampli, diffusori e player ma parallelamente anche di componenti informatici di cui un moderno impianto di riproduzione domestica non può fare a meno. Sicuramente alcuni puristi storceranno il naso se parlando di hi-fi si nomina un pc, ma le moderne abitazioni e la domotica offrono possibilità a cui è difficile rinunciare.

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